domenica 20 febbraio 2011

Il senso della vita





«UNA DELLE COSE CHE LA NOSTRA CIVILTÁ HA FATTO É STATO RIMUOVERE LA MORTE.»

La rimozione della morte è utile alla nostra cultura come possibilità per dare via a quel DELIRIO DI ONNIPOTENZA, dove noi crediamo di potere tutto, di poter fare tutto, di poter essere tutto, e io credo che la morte riconduce le persone all'umiltà, e la libertà da ciò che io so di me stesso, del mondo, e mi riconnette alla parte più semplice della mia anima, e dove QUANDO TIRO LE SOMME, le somme non sono le somme di un business plan, ma SONO LE SOMME DELLA MIA VITA, non dirò quanto ho guadagnato, ma dirò:
Sono stato felice? Le cose che ho fatto sono quelle che mi appartevano veramente? Mi sono sentito autentico? Che cosa ho lasciato ai miei figli? Qual è il segno che io lascio nella storia?, anche nella storia famigliare. Posso riconoscere nel tempo della mia morte che posso essere degno di essere tra gli antenati della mia famiglia?
Tutto questo non può essere svelato attraverso il pensiero, la mente, perché LA MENTE HA UNA VOLONTÁ DI CONTROLLO, ecco perché la cosa più sacra che Dio ha creato oltre la vita è proprio la morte. 
Perché la morte mi porta fuori dal controllo, dopo la morte non posso più controllare nulla, I MIEI STRUMENTI SVANISCONO, e l'unica cosa che rimane è ciò che sono, dopo aver dimenticato tutti ciò che so, e credo che quel che rimane è LA BELLEZZA e in questa bellezza c'è la carezza di Dio e c'è l'anima e dentro questa cosa c'è IL SENSO DELLA RICERCA che noi abbiamo, per tutti gli anni della nostra storia.
Io un giorno molti hanni fa ho fatto una preghiera: 
"Signore, fammi comprendere, ma non alla fine, un po' prima, perché poi quello che mi rimane, mi serve a CONDIVIDERE cio che ho compreso" e condividere non è spiegare, ma è accompagnare nell'esperienza di questo cammino e di percorso, dove in realtà non state imparando da qualcun altro ma STATE IMPARANDO DA VOI STESSI, dove in questo cammino voi siete il maestro, voi siete l'allievo, e l'uno parla all'altro. Infatti quando io mi chiedo dove porta la saggezza di questa via invisibile, è a MORIRE DA GUERRIERO.

É COME IL SAMURAI CHE PORTA ACCANTO A SE LA SUA MORTE, ED É PROPRIO LA SUA MORTE CHE DA UN SENSO, UNA FORZA ALLA SUA VITA.

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